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  14 febbraio 2020

Incendio ai magazzini Universal, ecco chi ha perso le registrazioni

Nel 2008 le fiamme hanno devastato i nastri originali di numerosi album. Ora la Universal conferma per la prima volta i nomi degli artisti coinvolti

Prima della scorsa estate emerse all'attenzione delle cronache un enorme incendio che nel 2008 devastò i magazzini degli Universal Studios di Hollywood contenenti le registrazioni di tantissimi artisti musicali. 

Ora la Universal ha confermato che i master contenenti le registrazioni originali di album firmati da leggende del rock come Nirvana, Soundgarden, Slayer, Elton John e R.E.M. sono scomparse per sempre tra le fiamme o pesantemente danneggiat.

La spiegazione del ritardo di dodici anni nella scoperta dei danni pare sia da imputare al fatto che l'etichetta non ha mai rivelato direttamente agli artisti coinvolti l'accaduto, anche a quelli che detenevano legalmente i diritti sui nastri.  

La notizia, arrivata in seguito alle indagini fatte dal New York Times, era sfuggita all'epoca dei fatti quando l'attenzione si concentrò principalmente sui danni subiti dal parco giochi e dall'archivio cinematografico della multinazionale americana.

In seguito all'inchiesta numerosi artisti come Soundgarden, Hole e gli eredi di Tom Petty, hanno deciso di intentare una causa nei confronti della label per avere chiarimenti in merito.

Stando a quanto dichiarato dall'edizione USA di Rolling Stone, gli artisti hanno chiesto di sapere una lista completa dei dischi danneggiati e in risposta la Universal ha confermato che le registrazioni originali di molti artisti sono stati danneggiati per sempre nell'incendio.

Oltre ad artisti come Slayer, Soundgarden, R.E.M., Elton John e Nirvana - pare che anche un album generazionale come "Nevermind" non potrà più essere riportato in vita dai master originali - le vittime includono Bryan Adams, Sonic Youth, The Surfaris, Y&T, White Zombie, Suzanne Vega, Peter Frampton, Michael McDonald, Les Paul, Jimmy Eat World, David Baerwald,...And You Will Know Us By The Trail Of Dead, Sheryl Crow e Beck.

Proprio Beck, tornato recentemente con l'album "Hyperspace", a novembre si era sbilanciato sull'argomento in un ' intervista con The Sydney Morning Herald: "Il mio management non vuole ancora dirmi cosa è andato perduto. Ho la sensazione che non vogliano farlo perché non riuscirebbero a sopportare il fatto di fare notizia".

Il cantautore era poi entrato nel dettaglio del materiale che era conservato nei magazzini dell'etichetta e sul lavoro di custodia e utilizzo delle registrazione originali:

"Il problema è che il materiale mai pubblicato è davvero tanto: un album come "Sea Change" ha versioni totalmente diverse delle canzoni, ci sono anche 10 o 20 canzoni che nemmeno sono presente sul disco, cose che pensavo avrei finito poi. Non perché fossero brutte ma perché non le sentivo parte del mood del disco. Nel 2001 sono anche andato ai Sunset Studios per registrare 25 canzoni di Hank Williams, da solo, un doppio album per celebrare le mie influenze e non ne ho una copia. Esisteva solo su master, quindi probabilmente non c'è più. Ho fatto un album country mai pubblicato, ho album rock che ho fatto negli anni '90, prima di "Odelay", ho provato a fare un album indie rock nello stile di Pavement e Sebadoh. C'è un album dei Jon Spencer Blues Explosion che ho fatto nel '95, circa 10 canzoni che non saranno mai pubblicate. Non so niente, nessuno vuole dirmi niente e nessuno sapeva niente fino a un anno fa".

"C'è molta negligenza quando si tratta di master - concludeva Beck - ed è un grande problema. Tutto quel materiale dovrebbe essere rimasterizzato, remixato, pubblicato di nuovo, ci sono quantità enormi di musica negli archivi. Gente come i Beatles riceve un trattamento che prevede il recupero dei loro nastri, ma è una cosa rara e dovrebbe accadere di più. Sarebbe una vera rinascita per quegli artisti che con il corso del tempo sono forse stati accantonati".

L'Avvocato Howard King, uno dei legali coinvolto nella class action fatta dagli artisti, punta il dito contro l'etichetta e lo scarto tra il numero degli artisti coinvolti dichiarato prima della causa e quello attuale: "Inizialmente la Universal aveva dichiarato che 17.000 artisti erano stati colpiti dall'incendio, ora che si trovano a dover affrontare una causa legale nei confronti dei loro stessi artisti, dicono che quelli colpiti sono a malapena 19. Questa discrepanza è inspiegabile".

L'etichetta da parte sua sostiene che le altre copie delle registrazioni sono state salvate da qualche altra parte, in vinile o nastro pur senza fornire alcun dettaglio specifico.

Stando a quanto riportato all'epoca nell'indagine compiuta dalla testata newyorkese, nel materiale andato in fumo ci sarebbero circa 500.000 nastri. Le registrazioni di Chuck Berry del periodo alla Chess Records e, della stessa etichetta, opere di Etta James, John Lee Hooker, Bo Diddley e Willie Dixon, i dischi della Decca firmati da artisti come Duke Ellington, Louis Armstrong, Billie Holiday ed Ella Fitzgerald. Quasi sicuramente sono scomparsi anche i master dei primi album venduti da Aretha Franklin, quelli di Buddy Holly, le registrazioni di John Coltrane con la Impulse e una quantità impressionante di singoli. Il disastro arriva fino ai giorni nostri e la lista include anche R.E.M. e Elton John, Eric Clapton, Aerosmith, Lynyrd Skynyrd, Iggy Pop, Guns N'Roses, Police, Soundgarden, Beck, Sheryl Crow e Nirvana. Proprio il bassista dell'iconica band grunge, Krist Novoselic, aveva risposto a un fan che gli chiedeva lumi a proposito denastri di "Nevermind" con un secco"Credo siano scomparsi per sempre".

 

Incendio ai magazzini Universal, ecco chi ha perso le registrazioni